Il corso di arrampicata

Questo corso va sottolineato davvero e introdotta la situazione a dovere visto che addirittura ho pensato di non parteciparvi.
Finito l'entusiasmo dei primi corsi da istruttore in cui lottavo ancora con la verticalità e, soprattutto, terminati i sogni dell'arrampicata in via e in montagna che non mi veniva, non mi dava piacere ma solo tensione, stress e sofferenza, salvo a volte nell'emozione della conquista, sono anche stato deciso a mollare la scuola.


Torrione del Cinquantenario 29 maggio 2015 (Foto - Laura)

Non ho mai nascosto di essere entrato nella scuola perchè han chiesto al mio fratello di corda di diventare istruttore e lui ha risposto:"Ok, ma solo se viene anche lo Ste!"
Era un mio sogno di ragazzino ma a me di diventare istruttore non l'ha mai chiesto nessuno salvo lui, il Toso quando eravamo ancora da poco ex allievi!
Odiando la mediocrità ed essendo così mediocre, ogni anno chiedevo al GM (il nostro super direttore) se fosse il caso che io continuassi, se mi volesse ancora tenere nell'organico degli istruttori e lui non ha mai dubitato!
Mi disse una volta che ero il mix più assurdo di paura e voglia di arrampicare che avesse mai visto in vita sua e ...quanto è vero!!!
Ho comunque sempre cercato di meritarmi il mio posto nella scuola di Alpinismo.
Dedicatomi quindi soprattutto alla commissione tecnica, ai materiali, all'attività di insegnamento della teoria e ricevendo in percentuale poco feedback comunque con qualche grande soddisfazione e qualche delusione, ho mollato a poco a poco anche quest'attività che occupava molto del mio pensiero e del mio tempo.
Ho cominciato a non partecipare nelle decisioni della scuola e, di scalare, salvo in palestra, avevo già smesso da tempo ma non certo di andare in montagna, cosa che ho sempre adorato.
Da un anno abbondante a questa parte però, la voglia di scalare è tornata a premere come non mai e, complice una condizione fisica in netto miglioramento (peso sei chili meno di tre anni fa), salvo un paio di infortuni ciclistici, son salito di livello nella pura tecnica arrampicatoria ma non solo.
Anche e soprattutto la condizione psicologica è cambiata e sta cambiando, infatti ho variato in modo importante l'approccio mentale al tiro di arrampicata, già, perchè fino a poco fa l'arrampicata la pensavo soprattutto a monotiri, a blocchi e indoor, che era quel che potevo fare...
Inizialmente ho imparato una diversa gestione dei tiri in strapiombo, dove una caduta ha poche conseguenze o nulle e poi in verticale.
C'è stata la folgorazione per il ghiaccio e le cascate grazie al corso fatto per noi istruttori da Damiano lo scorso inverno.
Mi è sempre venuto bene stare sul ghiaccio, ora poi che ho anche dei materiali decenti ma, a gennaio 2014, andare inaspettatamente da primo su un tiro da 60m in cascata col laghetto là sotto ad aspettarmi, seppur il pendio non fosse sempre verticale mi aprì un mondo.
Poi la Nord Ovest del Gran Paradiso mi ha aperto due mondi, quello delle Nord, splendidi scivoli ghiacciati e quello della mia socia attuale, due entità piuttosto simili tra loro in quanto a fascino e raggiungibilità.
Per stare con lei ho ricominciato a scalare da primo in falesia scoprendo di andare davvero bene, poi in palestra sfiorando il 7a su un certo tipo di tiri, poi una lunga e insopportabile pausa di tre mesi, ma le nord e io stesso non siamo sempre in condizioni e a volte le nord ti tocca lasciarle là per lungo tempo!
Poi c'è stata l'introduzione allo scialpinismo (di cui son già in crisi d'astinenza e spero di vivere e scrivere il seguito) con gli ambienti molto aperti e per ora sempre facilmente approcciabili e mai esposti, salvo in brevissimi e comunque facili tratti.
E comunque, se potrò, sarà free ride nel vero senso della parola (non intendo le acrobazie così come non intendo solo le cime).
Sarà scialpinismo vero, free ride e trekking...
Non vedo molta differenza con la bici in montagna in quanto a sensazioni, ma questa la capiscono in pochi, salvo che per gli sci serve per forza la neve, si può andare più liberi per ex prati ed ex pietraie e gli sci son più comodi e leggeri da caricare sullo zaino.
E devo ammettere che la neve è la neve!!! Totalmente irresistibile! Ho fatto un'uscita sulle placche di calcare dell'Angelone a marzo con l'amico Luca con cui esco due volte l'anno se va bene, in cui abbiamo approcciato i tiri per me difficili, ovvero quelli di IV chiodati lunghi e una brevissima vietta di due tiri e mezzo con esito più che positivo e poi è cominciato lui:

il corso di arrampicata 2015

in cui, alla prima uscita mi son trovato sui IV e IV+ delle placchette del San Martino con quattro resinati in venti metri, finalmente senza alcun tipo di problema riguardo la chiodatura lunga.
Addirittura, per prova, a fine giornata ho fatto uno di questi tiri proteggendolo solo da me con due dadi e due friends...
Poi la notte un bel giro in cima alla Grignetta e il giorno dopo a Introbio con la stessa tranquillità del sabato.
Ad Alpicella cercavo la precarietà della sicura fatta dagli allievi e la distanza tra gli spit...
Mentre tirava un vento gelido e con la parete bagnata ho voluto salire io e mi son trovato a gustare la situazione di equilibrio instabile e insensibilità.
E' stato un corso in cui sono stato più allievo che istruttore e ad ogni uscita, ma che dico? A ogni ora, imparavo qualcosa di me.
Sono stato allievo delle sensazioni, fino a trovarmi a scalare divertendomi in un camino protetto ogni cinque o sei metri nella falesia con la roccia e la chiodatura che mi piaceva di meno tra quelle che per ora conosco.
Ad ogni uscita, ad ogni passo, una scoperta.
Ho capito almeno in parte come scalano i miei colleghi istruttori. Ho capito come fanno a sopportare la vista di un socio in ambiente esposto e ho capito perchè, a volte, non mettono protezioni intermedie.
Sono arrivato a proteggere per diminuire i danni di un'eventuale caduta mia o del secondo, come bisogna fare, mentre prima proteggevo per paura di proseguire...
All'ultima uscita, con le vie a più tiri non sono andato.
Pensavo quasi certamente di potercela fare ma non me la sentivo di fare gli esperimenti con l'allieva/o legata/o alla corda.
Mi è spiaciuto molto ma non facevo una via scalando da primo ormai da anni...trascurando posti molto addomesticati...
Ho ricominciato pochi giorni fa quando, prima sui Magnaghi, poi soprattutto sul torrione del Cinquantenario in Grignetta ho fatto con la mia nuova compagna, le scalate migliori di sempre.
Non tolgo nulla alle esperienze precedenti e alle soddisfazioni dei primi tempi, che sono una parte così importante di questo percorso ma, l'ultimo anno e mezzo è completmente diverso da tutto quel che c'è stato prima.
E non so da cosa dipenda anche se ho qualche idea.
E' di certo un mix molto complesso di cause.
Grazie dell'affetto e attenzione da parte di allieve e allievi!
Mi onora averlo sentito e allo stesso tempo mi spiace essere mancato a due o tre di voi in uscita!!! Ma andate avanti così ragazze e ragazzi e fatevi vedere che scaleremo ancora insieme e, finchè non mi mancherà la voglia e l'ispirazione a tracciare, non vi farò mancare qualche bel blocco in palestra!
In alcune e alcuni di voi mi rivedo, da ex allievo fresco fresco, quando col Toso arrampicammo in falesia tutta quell'estate meravigliosa del 2006 in preparazione alla nostra prima via in Grignetta totalmente indipendenti.

E poi chissà?
Magari diventeremo colleghi!!!
Ciao!
Ste!

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